
Soverato Antica - Ancient Soverato
Turrati-forche, Soverato
Soverato Vecchio
Soverato “Vecchio”, Suberatum È uno dei “kastellia”, borghi fortificati del sistema difensivo bizantino, deciso dall’imperatore Niceforo II; ma è l’unico vicinissimo al mare, tanto che una località si chiama Bonporto. Sorge lungo il Beltrame, il cui nome richiama la Chanson d’Aspremont del 1189. Certo più antico, compare in latino come Suberatum in un documento del 1096; e in greco, da leggere Suvaraton, ai primi del secolo XII. L’etimologia conduce alle querce da sughero. Il territorio era più vasto, se il convento di San Martino, nell’attuale Copanello di Stalettì, viene segnalato come “di Squillace e Soverato”. La stessa indicazione di provenienza troviamo a proposito della congiura del capitano Sergio contro il granconte Ruggero. Padre Marini da Zumpano fondò il convento della Pietà, sede della sua riforma degli Agostiniani. A lui si deve la Pietà del Gagini, del 1521. Parte dei feudi di Squillace e di Catanzaro, o feudo autonomo, subì il saccheggio turco del 1594: ma la campana d’oro cadde nel fiume, e manda un rintocco solo la Notte di Natale; in quel momento, gli animali parlano. Nel 1620 divenne baronia dei Marincola duchi di Petrizzi. L’ultimo barone, don Diego, morì nel 1953 senza eredi maschi. Tradizione vuole che a governare il paese fossero i Sette cavalieri di spada, riuniti nella Grotta dei regnanti. Tra loro, Cicco Pietro, secondo alcuni un prevaricatore, secondo altri un uomo severo ma giusto. Condannò a morte nella località Forche il fabbro, colpevole o innocente di furto che fosse. Il fantasma fa sentire i colpi del martello sull’incudine! Il terremoto del 1783, e i pronti e risolutivi soccorsi del governo di Ferdinando IV di Borbone, indussero al trasferimento sulla collina antistante, dove oggi è Soverato Superiore. Rimangono tuttavia resti delle mura difensive e delle porte di “Iusu e Susu”: si chiudevano la sera, e il banditore gridava: “Cu è dintra è dintra, cu è fora è fora”, e non si poteva né entrare né uscire. Si scorgono resti di torri; della Matrice, con tratte policrome; della chiesa di Santa Caterina Martire; della “Curti”, palazzo baronale; e di case, botteghe, mulini. È stata scoperta una grotta eremitica di età bizantina. I ruderi sono meta di coraggiose escursioni. Lo sfondo dei ruderi è stato utilizzato per grandiose rappresentazioni teatrali quali Resurrexit e La leggenda di Eutimo e Caritea. Nacque a Suberatum quel fra Giacomo da Soverato tuttora ricordato dai Cappuccini come diffinitore generale, altissima autorità dell’Ordine, e celebre per santità e cultura. Morì nel 1594 tornando da Roma a Napoli. Testo di Ulderico Nisticò