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Scritto il 22/02/2026
da Cittร  di Soverato

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Il Padrone รจ uno dei testi piรน avvincenti di Gianni Clementi, nel quale albergano diversi temi storicamente legati a un tempo apparentemente lontano che risultano ancora oggi tristemente attuali. Ambientato a metร  degli anni Cinquanta, con il dichiarato intento di indagare lโ€™animo umano e il grado di aberrazione al quale si puรฒ arrivare pur di non perdere i privilegi acquisiti, parliamo, in fondo, di Denaro (allโ€™alba di quel โ€œBoomโ€ economico che, per certi aspetti, ne rinvigorisce la sacralitร ), e del Potere che ne consegue e che diventa il โ€œleit motivโ€ della societร  degli anni a seguire fino ai giorni nostri.
In uno spettro ampio che va dalla commedia alla tragedia, la storia ruota intorno a due figure preminenti: il padrone ebreo, personaggio continuamente citato, mai fisicamente presente in scena ma avvinghiato alla coscienza di Marcello Consalvi, suo fedele ragioniere, e Immacolata, donna bellissima e volitiva, allo stesso tempo cinica e, a tratti, violenta, a sua volta vittima di unโ€™infelicitร  latente che prova a mascherare con unโ€™ostentata consapevolezza di sรฉ.
Il primo concede alla famiglia Consalvi una sorta di โ€œsogno a tempoโ€, con la speranza di rientrare in possesso dei suoi averi una volta tornato. La seconda afferra quel sogno per cristallizzarne il tempo e farlo diventare solida realtร ; attua, dunque, la scalata sociale cui da sempre ambisce, anche a costo di calpestare altre persone. Perenne carnefice del marito Marcello, la signora Consalvi non perde occasione per denigrarlo, anche davanti agli amici, buttandogli in faccia continuamente la sua inadeguatezza per il nuovo stato sociale.
Con una grande attenzione ai ritmi (serrati e coinvolgenti) e alla musica (che porge il braccio alla prosa e, alle volte, detta i tempi dellโ€™azione scenica), mettiamo in risalto il lato oscuro dei personaggi di una commedia noir che riesce a divertire (per le situazioni al limite del grottesco) e creare suspence, regalare sentimenti di tenerezza e finanche indignare (per la meschinitร  svelata dai personaggi), in una vera e propria ridda di emozioni verso un finale decisamente inatteso.